giovedì 7 gennaio 2010

Vital

1
2004, Shinya Tsukamoto.

Hiroshi si è appena risvegliato in ospedale. Non ricorda nulla, non solo dell'incidente ma anche di altre cose. Gli viene riferito che è scampato ad un terribile incidente stradale, nel quale ha però perso la vita la fidanzata Ryoko.

Comincia a tornargli la memoria, poche cose, quanto basta per iscriversi a Medicina. E' molto capace.
Ad un certo punto comincia il corso di dissezione. Zelante come sempre lavora con freddezza e precisione e nello stesso periodo gli torna alla mente quanto accaduto, chi era e come viveva con la fidanzata. Soprattutto comincia a vivere strani sogni coscienti nei quali, in situazioni oniricamente inspiegabili e con una tangibilità strana, vive e dialoga con Ryoko.

La coincidenza casuale e causale: il cadavere che sta dissezionando è proprio quello di Ryoko...

Un viaggio nella memoria e nel corpo, il corpo che diventa contenitore e trasmettitore di coscienza e memoria.
Fotografia e gusto estetico ai massimi, il film è girato con un'attenzione maniacale, o forse dovrei dire nipponicamente maniacale.
Favolosa favola da un dramma. C'è una scena, un vero e proprio balletto di Ryoko su una spiaggia, che vale il film.

Bellissimo ed imperdibile.

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