sabato 23 gennaio 2010

Nosferatu, il principe della notte

9

1978, Werner Herzog.

Jonathan e Lucy vivono tranquilli e felici a Wismar, fine '800. Lui è agente immobiliare e gli viene dato incarico di recarsi sui Carpazi, in Transilvania, da un certo conte Dracula che vuole acquistare casa a Wismar. Lucy ha pessime sensazioni ed incubi a riguardo di quel viaggio. Anche poco prima di arrivare, dopo un lunghissimo viaggio a cavallo, viene messo in guardia del pericolo. Lui andrà ugualmente e scoprirà l'infernale personaggio qual'è.

Dracula vuole il collo di Lucy. Partirà su una nave nascosto in una bara mentre Jonathan, capite le intenzioni, cercherà di arrivare prima di lui a cavallo. La nave arriverà con un carico di morti e topi e porterà la peste nella cittadina. Jonathan malato, cadaverico, non riconoscerà nemmeno Lucy...

Lucy sarà la sola a capire cosa è realmente accaduto e sta per accadere, il perché della peste, la malattia del marito. Ha letto il diario del marito scritto durante la sua permanenza in Ne parlerà con un medico di Nosferatu ma non verrà creduta e la storia del vampiro liquidata per leggenda e superstizione. Deciderà autonomamente cosa fare, con un grandissimo spirito di sacrificio...
Per chi desidera ulteriori dettagli, ma anche rovinarsi il finale, c'è un'ottima scheda su wiki. Meglio leggerla dopo la visione.

Il mio giudizio breve è: FILM DA OLIMPO. Non si può non vederlo.

Avevo remore a guardarlo, fino a poco tempo fa. Rotto il ghiaccio con l'horror ultimamente, mi sono finalmente deciso. Dal punto di vista dell'horror puro c'è quasi da rimanere delusi: sangue quasi non ne scorre, c'è solo ed unicamente il sentimento del terrore, a livelli altissimi!, ma "solo" quello. E' l'immaginazione dello spettatore a viaggiare.
Herzog ha messo in atto un film che ha somiglianze con un'opera "nera" di stampo quasi religioso. Dracula è un uomo condannato a vivere in eterno, tormentato dall'oscurità umana che rappresenta. La morte, la paura più diffusa, è in realtà un "taglio netto" mentre è la vita a riservare le più grandi sofferenze. Molto merito da riconoscere anche alle musiche: non solo il meraviglioso Wagner, ma la colonna sonora originale, estremamente spirituale, prodotta da un particolarissimo gruppo tedesco ai più sconosciuto, i Popol Vuh, che hanno collaborato a diversi film di Herzog.

Mai ansia, fretta. Il film scorre inesorabile nelle sue sequenze. Molte le scene che rimangono indelebili.
L'incipit del film, con la carrellata su corpi mummificati, è capolavoro di per sé.
L'arrivo della peste conseguente all'arrivo di Dracula a Wismar porterà a delle situazioni d'effetto scenico che lasciano di stucco, con delle scene di evidentissima difficoltà realizzativa prodotte sul campo, non certo con computer grafica. Il regista però, insieme alla ricostruzione storica d'ambiente e costumi, fa passare tutto come normale e semplice, amante com'è del realismo persino in una trama come questa.
Sono senza parole!

Rimane un retrogusto inquietante, umanamente amaro. La sensazione che ho avuto è stata di una rappresentazione allegorica del Male che è sempre presente, nell'uomo e nella collettività, indipendentemente dalla leggenda del vampiro, e anche del Bene che vuole cacciarlo, combatterlo, anche offrendo la propria vita.


A dir poco leggendaria l'interpretazione di Klaus Kinski, è non è una battuta affermare che i truccatori non si sono poi dovuti più di tanto impegnare per vampirizzarlo. Il frame a destra non richiede commenti.

9 commenti:

  1. Vero, Klaus Kinski con la sua faccia è nato per fare questi film! anche se ha dimostrato di saper essere un grandissimo attore anche in altri generi. Se mi posso permettere un'altra piccola osservazione personale su questo tema, il terror è una componente essenziale dell'Horror, altrimenti che Horror sarebbe se non ti spaventasse! Sai che non ho grande passione per vampiri, mostri & company, ma Herzog è un'altra cosa, non ha bisogno di far scorrere fiumi di sangue per impressionarti.
    Non ho ancora capito se hai visto Fitzcarraldo, Aguirre lo do per scontato.

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  2. Fitzcarraldo e Aguirre li ho visti molto tempo fa e non ne ho grandi ricordi, MA quello era un altro robydick.
    Devo assolutamente riguardarli. :P

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  3. Come quasi tutti credo, anch'io in gioventù leggevo, andavo al cinema, viaggiavo, ma non come lo faccio adesso... Credo che la capacità di riflettere e approfondire, non che non ci fosse, ma funzionava in modo diverso e forse prendeve altre direzioni. Invecchiare servirà pur a qualcosa, no?

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  4. sono d'accordissimo!
    penso anche che il cervello sia il solo organo del corpo umano che può continuare a migliorare col tempo, a condizione di alimentarlo ed allenarlo con costanza.

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  5. io non posso vederlo, l'ho già visto!
    questo film è bellissimo. :)

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  6. Sempre riguardo a Nosferatu, penso che Herzog non lo intendesse come Horror, anche se la presenza vampiresca di Dracula può farlo credere, per me invece rappresenta il dramma della vita, della paura della morte, della lotta tra Male e Bene. Mi hai fatto venire voglia di rivederlo.
    Fitzcarraldo e Aguirre: due viaggi di follia pura attraverso la selvaggia foresta amazzonica alla conquista di mete bramate, ma profondamente diverse. Due storie straordinarie, sono però indiscutibilmente più attratta dalla follia febbrile e grandiosa del primo, che da quella distruttiva e feroce del secondo.
    Mi attira molto "Anche i nani hanno cominciato da piccoli", che non conosco.

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  7. Al seguente link potete vedere il servizio realizzato da UniromaTV dal titolo "Nosferatu il vampiro"

    http://www.uniroma.tv/?id_video=15076

    Ufficio Stampa di Uniroma.TV
    info@uniroma.tv
    http://www.uniroma.tv

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  8. Avevo voglia di commentare così son finito qui :)
    già che bel film :)
    Lo guardai tempo fa insieme ad una carrellata di altri Herzog e Kinski. Il primo, uno dei migliori registi europei ancora in vita, come detto da grazia, magistrale il lavoro fatto per Fitzcarraldo, "Chi sogna può muovere le montagne" ed Herzog è un sognatore e ce l'ha dimostrato. Il secondo invece è forse il mio attore morto preferito, non solo per le sue interpretazioni in cui si calava come Ledger nel Joker per capirci. Ma anche per il pazzo ma proprio PAZZO che era, vedi il documentario Kinski, il mio nemico più caro, che alla fine sembra mostrare il lato più umano,(o divino?) dell'uomo.
    Prima di questa visione però mi guardai anche il vecchio Nosferatu, il film muto. Altro OLIMPO per citare le tue categorie. Quello che mi impressiona di quel film è che un po' almeno un po' mi ha inquietato, e per niente annoiato.

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  9. gus, i tuoi commenti è un piacere leggerli tra l'altro! :)
    ecco, a me manca il primo nosferatu. per ora, ma arriverà prima o poi. il docu su kinski anche

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