lunedì 25 gennaio 2010

Repulsione

4

1965, Roman Polanski.

Carol è una giovane ragazza inglese. Lavora in un centro estetico e vive insieme alla sorella poco più grande di lei.
Mentre Carol manifesta scarso interesse verso l'altro sesso la sorella è molto più disinibita e porta avanti una relazione da amante con un uomo sposato. Quest'ultimo è sempre più presente in casa e Carol comincia ad andare in grossissima crisi mentale.

Lentamente (film lentissimo!) si percepisce la situazione patologicamente psicotica di Carol. Al lavoro s'assenta con la mente, è dilaniata dall'imminente partenza della sorella con l'amante per un viaggio. Resterà sola, in una casa che va in pezzi, letteralmente e nelle sue allucinazioni...

Ha una fortissima repulsione per gli uomini, senza per questo essere attratta dalle donne. Ogni oggetto che li rappresenta, il loro modo di fare, il loro odore, la ripugna. Farà cose terribili senza più essere padrona di sé stessa. L'appartamento, luogo chiuso e tenebroso dove si svolge quasi interamente il film, una casa d'incubo ed orrore. Tutto ha una spiegazione, tutto sarà spiegato da una foto che compare più volte, ma solo nel finale con un forte ingrandimento.

Visione consigliatissima, che richiede una forte pazienza iniziale. Tempo ben speso.
Il crollo di Carol avviene con una gradualità estenuante, ma poi al tirar delle somme nel finale tutto appare come giustamente costruito ed argomentato. Tutte le scene precedenti si ha la tentazione di volerle rivedere per riconoscere quel dettaglio, quel comportamento rivelatore.
Ottima ma non d'eccellenza l'interpretazione della Deneuve. Poteva fare qualcosa in più e forse Polanski glie lo avrà anche chiesto, ma è sempre stata d'una pudicizia monastica in tutti i film in cui l'ho vista. Per un ruolo di questo tipo un'attrice meno ingessata e più "pazza" l'avrei preferita ed allora il film sarebbe stato da Olimpo. Ma la Deneuve, a parte forse ma non del tutto in Ultimo metrò, non mi ha mai fatto strappare i capelli. Forse devo ancora vedere il film che l'ha resa celebre.

4 commenti:

  1. Riguardo alla Deneuve, non ti ricordi più di averla definita "divina" nella recensione di "Bella di giorno"? A parte questo, sono d'accordo con te: che sia un'ottima attrice non si discute, se non altro per i 50 anni di carriera e i grandissimi registi che l'hanno scelta e diretta più volte, ma in effetti dà la sensazione di non riuscire mai a lasciarsi andare completamente per arrivare all'eccellenza. Ripensandoci, mi hai chiarito perché mi avevano tanto stupito e divertito le sue performances in "8 donne, un mistero", peraltro così impacciate! Conosci "La cagna" di Marco Ferreri con Mastroianni? Con una trama del genere credo Ferreri sia riuscito ad ottenere il massimo dalla Deneuve, ma l'ho visto secoli fa.
    Anche Grace Kelly aveva quel genere di fascino (algido?), ma non mi ha mai dato la stessa impressione di "ingessatura" di cui, giustamente, parli.
    Detto questo, "Repulsione" è senza dubbio ottimo, ma per me la tensione è calata quando ho intuito come sarebbe andata a finire, insomma non è fra i film di Polanski che preferisco.

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  2. be', in bella di giorno la sua pudicizia era adeguata, l'impaccio spontaneo corrispondeva all'impaccio della borghese. il "divina" poi è riferito alla bellezza statuaria che è fuori discussione.
    la cagna no, non l'ho visto.
    per ora il mio top di Polanski è Rosmary's :)
    ma me ne mancano ancora parecchi...

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  3. La cagna... trama surreale, una donna diviene la schiava fedele di un uomo uccidendone il cane e sostituendolo... Ambientazione adeguata su un'isoletta deserta. Un film cattivo, Ferreri non si smentisce. Se la Deneuve non si è lasciata andare per interpretare un personaggio così...

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  4. dalla descrizione che fai del film... non ce la vedo proprio la Deneuve in quel ruolo! :D

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