lunedì 25 gennaio 2010

Thirst

5

2009, Park Chan-wook.

Sono ancora stupito della visione di questo film dalla trama e dai ritmi inattesi. Da Park ci si attende dinamismo, ansia, emozione continua e costante e non che manchino, ma il modo in cui questo avviene è diverso, molto diverso da Old Boy. Per fare un paragone di ritmo bisogna risalire a Lady Vendetta, che della trilogia è il più psicologico e morale, ma troppo diverso è l'argomento.

Semplicissima sinossi quanto complessa da interpretare.
Un prete cattolico molto devoto agisce in un ospedale. Spinto dalla vocazione a donare la sua vita per i sofferenti, si offre volontario come cavia umana per la ricerca su un vaccino di una forma terribile di malattia, sigla VE, che provoca dolori immensi e morte certa.
Di 500 volontari sarà il solo sopravvissuto, da molti verrà osannato come santo, gli chiederanno miracoli. In realtà le vesciche che manifestano la presenza della malattia si presentano, per scomparire quando riesce a nutrirsi di quanto gli occorre: sangue. Evidentemente le molte trasfusioni ricevute durante la ricerca hanno trasfuso anche il vampirismo. Combattutissimo, cercherà di rendere innocue all'umanità le sue "necessità" ma l'amore per una donna...

Ritmo più lento del solito, almeno per buoni tratti, e trama con un fortissimo richiamo, continuo, ai valori umani e religiosi che trova impreparati. Questo vampiro è estremamente atipico, continuamente combattuto tra la sua bestiale natura e quello che lui vorrebbe essere: un uomo buono e non violento. Purtroppo per lui non sarà possibile la convivenza tra le sue 2 nature e solo nel finale recupererà "redenzione", per sé e per la donna la quale, in realtà, aveva trovato nel vampirismo un riscatto ad una vita di umiliazioni.

Però, nonostante il ritmo, la tensione e lo sconcerto si accumulano in continuo. Il film è piuttosto lungo, le situazioni spesso complesse, eppure continua a tirare diritto fino al finale. Park è un regista di una bravura stratosferica! Ci sono delle scene che davvero non ci si capacita di come siano state fatte: è palese che sono riprese sul set e non editing al computer, eppure quella telecamera si muove nelle 3 dimensioni nemmeno fosse un insetto. Davvero incredibili.

Come già detto, ribadisco: troppo atipica è questa, come storia horror di vampirismo. Anzitutto i personaggi "vampiri" lo sono, poi la modalità emotiva. Si passa, per citare estremi, da situazioni sanguinarie ad altre al limite della commedia.

Film particolarissimo, decisamente da vedere.

5 commenti:

  1. Caro Roby, mi hai incuriosito... A volte non commento, perchè non so cosa dire. Ma ogni volta mi dico: "Ma guarda te che cosa è andato a scovare!"
    Penso che questo tuo blog dovrebbe essere di diffusione capillare, perchè hai gusti assolutamente eclettici, le tue recensioni sono davvero di gran pregio e supportate da un background culturale straordinario, ed annovera grandi chicche! Passo sempre da qui, anche se non mi dichiaro; a volte leggere una tua recensione ad un film è un tale piacere - anche nel caso che tale film non rientri tra i miei gusti - che penso: "Grande Roby..."
    Dico davvero... Ormai, quando sono curioso di un film, passo prima da te. Come quella volta che venni a cercare qualcosa su "Fantasma d'amore" e, come mi aspettavo a naso, lo trovai. Sei troppo in gamba!

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  2. Generoso Lu, posso solo ringraziarti infinitamente, ma proprio Infinitamente, per le parole che hai speso.
    Grazie.

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  3. La trama è particolare e all'inizio mi metteva una certa sonnolenza, poi il ritmo è cominciato a salire e l'intreccio si è fatto più interessante con l'andare dei minuti. Durante la visione ho calcolato che, i film sui vampiri, hanno ormai ben poco di "fresco" da offrire. Un bel film Roby;)
    Adesso ti aspetto con the road :)

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  4. Roby è un caporione in tutti i sensi.....

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  5. @vitone: the road me lo tengo per il weekend :P
    @omonimo: ... senza doppisensi però! :)

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