sabato 26 dicembre 2009

A Hero never dies

5

1998, Johnnie To Kei-Fung.

Due killer spietati, Jack con la faccia da ragazzo e Martin col cappello da cow-boy, uomini di pregio dei rispettivi clan e boss, che spesso incrociano i loro ferri senza mai colpirsi, si rispettano, quando capita s'incontrano anche in un bar come vecchi amici e ritualizzano sfide a rompere bicchieri. Un giorno però i ferri s'incrociano troppo e pudicamente coperti da una parete di carta si sparano a vicenda. Martin, creduto morto, resterà senza gambe. Anche Jack, ferito gravemente, sarà salvato dalla sua ragazza, e qui sarà la ragazza a pagare un caro prezzo... Nel frattempo i clan si sono riappacificati e fanno affari insieme. Entrambi abbandoneranno e tradiranno sia Jack che Martin, cosa non tollerabile...

Niente di nuovo già 11 anni fa, ma il film non avanza pretese da questo punto di vista, salvo forse una riuscitissima presa in giro di qualche mania orientale (sparare ai piedi del veggente è geniale).
Quello che qua bisogna godersi, dal primo all'ultimo minuto, è la splendida atmosfera creata da Johnnie To.
Lo dico subito: film entusiasmante! Sembra un fumetto.

Le immagini si muovono mentre l'occhio rapito si fissa su un dettaglio. I colori paiono disegnati coi pastelli metallizzati. Lo stupore e l'emozione non sono su cosa accadrà, quasi lo sai se non sei al primo film della tua vita, ma sul come, sulla sua rappresentazione. La vendetta è azione fondamentale per un eroe ed eroe è colui che deve morire come tale. Finale pirotecnico.

Da non perdere.

5 commenti:

  1. Questo devo recuperarlo. Di To te li sei visti "PTU" e "Breaking News"?

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  2. non ancora, ma è un regista che devo completare :)

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  3. Visto, alla fine. Mi ha deluso, francamente. La voglia di cercare nuove soluzioni è lodevole (la doppia sequenza dal veggente è geniale), ma è tutto troppo confusionario e rapido, non si ha il tempo di soffrire coi personaggi. Poi alcune scene sfiorano il ridicolo (lo zoppo giovane artigiano è inguardabile, così come il cadavere pistolero). Un gran peccato, unica grassa delusione dal sempre ottimo pianeta To.

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  4. sei il primo che leggo insoddisfatto di questo film :)
    hai le tue ragioni. devo dire che la frase "non si ha il tempo di soffrire coi personaggi" è bellissima e significativa. certo qua non trovi i tempi alla Melville...

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  5. Eh, infatti, avendo letto pareri positivi ovunque, mi aspettavo buone cose, ma mi ha deluso. Niente a che vedere con tutti gli altri film di To che ho visionato.

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