mercoledì 16 dicembre 2009

Il coltello nell'acqua

6

1962, Roman Polanski.

Opera prima, ambientata nel paese d'origine, dell'ora notissimo Polanski (anche per fatti di cronaca, ma non m'interessano, qua si parla solo di Cinema).

Una coppia medio-borghese, con tanto di berlina, Andrea di media età, Cristina più giovane, si vede bloccare la strada da un ragazzo autostoppista. Dove va? Dove vanno loro va bene e nonostante una continua ironia nei suoi confronti, il ragazzo viene invitato alla gita in barca a vela della coppia su un lago.
Ménage à trois nel quale il ragazzo ammicca a Cristina che ricambia non solo maternamente, mentre con l'autoritario e paternalistico Andrea ha comportamento da figlio ribelle.

Bello. Da vedere.
Splendido jazz in accompagnamento, non ho capito bene di chi ma direi roba stile Miles Davis e John Coltrane.
Zoppica ogni tanto, perde legame tra alcune scene e la suspance, nel momento più topico, è un po'... banale? Posso dirlo senza offendere? Ma si perdona qualcosa alle opere prime.

A me poi piace questo genere di film di relazioni costantemente in bilico, meglio ancora quando in spazi angusti. Non raggiunge il livello di Cul-de-sac che rimane, tra quelli che ho visto, il migliore di Roman, ottimo regista che però non annovero tra i grandissimi. E per capirsi cosa intendo per grandissimi, ecco un importante esempio, da un Grandissimo, anche questo opera prima ed intriso di grande jazz: Ascensore per il patibolo: altro livello, altra storia, non solo per la trama.

6 commenti:

  1. Uh, Roby! Che cosa mi tiri fuori! "Ascenseur pour l'échafaud" di Malle, che classe! La colonna sonora poi è superba - l'ho rimessa in loop in questi giorni, pensa alle volte le coincidenze!
    Ne avevo parlato anche fra i commenti di questo post: http://danslesparages.blogspot.com/2009/04/kind-of-blue.html
    Mi informerò anche su quest'altro... :-D

    Bravo, bravo, bravo!
    P.S. Ah! Bravo!

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  2. Mamma mia, quel meraviglioso film, Ascensore, ha il solo torto di aver dovuto sopportare, anzi subire, una mia recensione ancora imberbe, ma rimedierò dopo una seconda visione, ora le lascio lì così, sono sempre un ricordo.

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  3. "Ascensore per il patibolo" piace molto anche ad Almodóvar: nel suo ultimo "Los Abrazos Rotos" lo cita evocando la voce di Jeanne Moreau, ma la repentina messa in onda di "Chicas y Muletas" la fa retrocedere nel limbo... :(

    Ps_ per me "Il coltello nell'acqua" non zoppica mai. "Gli abbracci spezzati" invece sì. ;)

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  4. Gli abbracci non l'ho visto. Sullo zoppicare è perché alcune scene, non so, ad esempio proprio il finale, le ho trovate prive di continuità rispetto all'avvenimento precedente, ma potrebbe anche essere un effetto di montaggio.
    Cul-de-sac è un turbine continuo, fino alla fine, è il confronto fra i due che rende, a me, la cosa evidente.

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  5. Non ho visto "Gli abbracci spezzati", ma mi perdo a mettere a confronto Polanski, Malle e Almodovar. "Il coltello nell'acqua" è una grande opera prima, e giustamente l'hai detto. Posto che non ami Polanski (neanche per me è uno dei preferiti), posso umilmente suggerirti, quando vorrai riprovarci, "La morte e la fanciulla"? A me è piaciuto molto anche "Tess". Sì, del "Pianista" discuteremo un'altra volta.

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  6. registrati anche questi suggerimenti, grazie!

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