venerdì 18 dicembre 2009

Giallo Napoletano

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1978, Sergio Corbucci.

Diavolo d'un Corbucci! Ti becchi sui titoli di testa Hitchcock in primo piano con Totò che lo guarda col suo sguardo traverso, ci aggiungi il titolo e capisci subito che vedrai una serie di colpi di scena a catena in salsa macchiettistica.

Inutile raccontare la trama più di tanto, questo è un superclassico notissimo da mettere in carnet e da godersi come una commedia tinta di giallo.

Bello, mi sono divertito e lo consiglio.
Cast mirabolante. Mastroianni con la polio, riccioluto e con la riga a sinistra è buffo ma bravo come sempre, secondo me in questo genere di film si divertiva parecchio. Anche se era meno intrigante, probabilmente era più sé stesso, da buon ciociaro, che in altre opere più serie.
Ultima comparsa filmica di Peppino De Filippo, onore all'anima sua, ne riporto una battuta che sintetizza la percezione popolare del fenomeno inflazione: Cose da pazzi! Il capitone non si può più comprare: aumenta di prezzo e diminuisce di peso. Eh, che epoca!
Per Michel Piccoli, straordinario attore che tanto ha lavorato coi registi italiani, valgono le stesse considerazioni fatte per Marcello, tranne la ciociaria ovviamente. Sofia Loren fa poco più che una comparsa, ma insomma, è sempre lei.
A questi mostri sacri si aggregano le nuove leve di allora: Ornella Muti e Renato Pozzetto. Bella partecipazione anche di colui che ancora oggi è un mito vivente dell'arte napoletana: Peppe Barra.
In sintesi: un incontro a metà strada tra vecchie e nuove generazioni.

Mi ha tenuto compagnia in due pause pranzo molto gradevolmente. Non è brillante come Operazione San Gennaro, ha altri ritmi, ma merita davvero una visione. Un pezzetto di storia.

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