venerdì 11 dicembre 2009

Moon

13

2009,  Duncan Jones.

Dopo 3 anni di permanenza ininterrotta sulla base lunare adibita all'estrazione di gas, Sam vede avvicinarsi il suo rientro sulla terra, dalla giovane moglie, dalla figlioletta. Mancano solo 3 settimane. 3 anni vissuti con la sola compagnia di Gertie, robot assistente tuttofare ed "uomo" di fiducia, per lui e soprattutto per la Lunar, la società proprietaria.
Certo che 3 anni da solo sono una roba allucinante solo a pensarla! Non è molto "umana" come situazione...

Cominciano le allucinazioni, qualche visione, malori, un piccolo incidente e la peggiore di tutte: vede sé stesso, un altro uomo copia conforme sbucato dal nulla inizia a vivere insieme a lui. Strana conoscenza. Aspettava il cambio ma questo è arrivato troppo presto. Una fantasia? Eppure quando abbiamo litigato ho perso sangue... quanto sangue, sembro emofilico, mi si staccano i denti, 100anni di vita in questi ultimi giorni. Chi sei Sam, cominci a capirlo? O Cosa sei, piuttosto.

Rosso di sangue, sofferenza, occhi lividi che non vogliono nemmeno vedere o sapere. Bianco perla ovunque, interni, tute, come in un enorme frigorifero che ti conserva fino alla data di scadenza. Giallo degli smilies con cui Gertie comunica il suo stato d'animo oltre le parole che dice. Nero, in un'immagine dello spazio fra Luna e Terra, forse già percorso.

L'ho trovato di facile comprensione (non tortura le meningi) ed è anche molto interessante.
Da Asimoviano convinto ne ho trovato parte delle atmosfere, con interprete praticamente il solo, bravissimo, Sam Rockwell. Poco più di un mese per girarlo e un budget ridicolo considerato il genere, tocca le corde di argomenti nemmeno troppo futuri. Quegli smilies fanno sorridere, sembrano infantili, come infantili appaiono alcuni "accessori" dell'astronauta ma sono, come dire, giusti, essenziali allo scopo, ti strappano un sorriso mentre la storia procede spedita verso un dramma dal quale, scoperto l'arcano, non sai bene se farti coinvolgere, a che titolo almeno.

Film straordinario. Da non perdere. Lo riguarderò coi figli: è adatto a tutti.

13 commenti:

  1. Spero che tu 'leggero' lo intenda nel senso di Calvino... :D

    Comunque più che 'leggero' a me è parso asciugato, essenziale. Lavagnizzato. Non sbrodola ed arriva struggente.

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  2. brava Bad, hai colto.
    Lezioni Americane lo conosci proprio bene. ;-)

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  3. Cavolo Roby... ma allora perché quel 'nonostante'? :(

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  4. be' ma perché per leggero comunemente s'intende qualcosa di frivolo o poco impegnativo.
    è una frase non ben riuscita comunque, poi magari la rivedo. :-)

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  5. del padre non ho visto nulla.... consigli?

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  6. Beh, del padre dovresti aver SENTITO, visto che è David Bowie.

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  7. Che poi "Moon" è uscito a quarant'anni esatti da "Space Oddity".

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  8. aaaah bellissimo, un film grandioso che mi ha fatto conoscere il talento di Duncan Jones - figlio di David Bowie - e ho cambiato idea su Sam Rockwell che prima mi faceva antipatia, ora mi piace, certe volte col film giusto si vedono le cose chiaramente XD anche io l'ho recensito da me :)

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  9. gran bel film davvero, ottima scelta Arwen ;-)

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