giovedì 10 dicembre 2009

Tulpan - La ragazza che non c'era

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2006, Sergei Dvortsevoy.

Asa è tornato nelle steppe natie del kazakistan nomade dopo aver fatto il marinaio militare, pieno d'entusiasmo per quello che ha fatto e soprattutto per quello che sogna: una tenda, una moglie ed un gregge, le stelle, i panorami sconfinati. Indispensabile una moglie, c'è solo una ragazza disponibile nella zona ma tutte le visite ai genitori di lei si risolvono con un nulla di fatto. Lui si dà da fare, comicamente espone tutto il suo piumaggio, ma la pavoncella Tulpan nemmeno si farà vedere, assente persino dai titoli di coda.

Steppa o città? Asa non ha dubbi o quasi, Tulpan nemmeno ma la certezza è opposta. Un agnello sopravvissuto alla moria darà ad Asa la certezza finale.

Ottima la prima parte, estremamente dinamica e con momenti di grande emozione quando non esilaranti. Scene con la fissa s'alternano ad altre a spalla e tutte sono vibranti. Ne cito 2 che mi hanno colpito come fossi sulla scena: il branco di pecore che escono dal recinto, un branco parossistico col cameraman assalito; una fissa di pochi secondi su un panorama di tramonto su cielo terso cobalto e un lampo-violento.
Poi il film rallenta un po', peccato, rimane bello in assoluto ma contrasta troppo con la prima parte, diventa più documentaristico, si perde pathos.

Premiato a Cannes nel 2008, uscito in Italia nel 2009.
Opera prima di un regista di sicuro talento. Se amplia i suoi scenari ci farà vedere cose egregie, ne sono convinto.
Merita una visione.

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