domenica 20 dicembre 2009

La Lingua del Santo

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2000, Carlo Mazzacurati.

Antonio e Willy, adulti giovani a Padova, hanno vite senza indirizzo e diventano ladri in coppia per caso, quasi per sfizio. Willy (Bentivoglio) è anche meditativo, pensa sempre all'amor perduto, ancora più demotivato ma soprattutto scorato per la propria condizione di perdente, Antonio (Albanese) più istintivo e diretto.

Durante una rapina in una macelleria, proprio mentre si svolgono le celebrazioni per S.Antonio, vengono intercettati, fuggono e finiscono proprio nella Basilica dov'è conservata la preziosa reliquia del titolo: la lingua di Sant'Antonio da Padova. Antonio la ruba, d'istinto.
Notizia sensazionale, da tiggì nazionali. Antonio vuole fondere l'oro e vendere le pietre, ma Willy, colto da ispirazione, decide di pensare in grande e cederla sotto riscatto. Iniziano le avventure...

Il riscatto da una vita piccola ad una da protagonisti, il bisogno di un'avventura in cui realizzarsi, cercare le proprie capacità, questo per Willy è la vera ragione di una situazione che partita accidentalmente diventa un fatto personale importante, qualcosa con cui mostrare a sé stesso, alla ex-moglie e agli amici del bar quello che vale.

Bello e divertente, non rinuncia a uno spicchio di satira sociale.
Merita una visione.

2 commenti:

  1. Ma dillo che vuoi stupirmi...

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  2. ma te lo dico! anzi, ti dico un GRAZIE per le indicazioni, finalmente ho un po' di italiani in lista. me ne aveva forniti anche Roberto, altro amico del blog, in un commento su Confidenze troppo intime di Leconte.

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