sabato 5 dicembre 2009

32 piccoli film su Glenn Gould

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1993, François Girard.

Fino a prima di leggere Il Soccombente, coinvolgente romanzo di Thomas Bernhard, non sapevo nemmeno dell'esistenza di Glenn Gould. Consiglio vivamente di dare un'occhiata alle pagine di Wiki linkate.

Soprattutto consiglio di leggere il romanzo! E ci metto anche l'esclamativo, lo merita.
Appena terminata la lettura corsi trafelato a comprare il cd delle Variazioni Goldberg di Bach interpretate dal grande pianista. L'ho ascoltato ininterrottamente per giorni e giorni, sono sublimi. Il romanzo, d'invenzione, è incentrato sulla incredibile interpretazione del grande pianista, particolarissima e fatta al pianoforte (le Variazioni nascono per il clavicembalo). Se non le avete mai sentite provvedete a colmare questa lacuna! Altro esclamativo, obbligatorio, e categorico.

Solo il numero in testa al titolo di questo film-documentario mi ha fatto perdere la testa. Le Variazioni sono in due blocchi di 15, più 1 aria per ogni blocco = 32 movimenti. Non ho dubitato nemmeno un istante che il titolo fosse quindi loro ispirato ed infatti è così. D'altronde Glenn Gould è famosissimo per le sue interpretazioni di Bach ed in particolare le "sue" Variazioni: sono uniche e lo hanno reso celebre fin dalla giovane età.

Il film, per un fan come me, ma anche per chi si vuole avvicinare a questo straordinario pianista, conoscerne l'originale vita e personalità, è di Visione Obbligatoria! E vai, un altro esclamativo.
L'ho trovato bellissimo, i 32 frammenti sono perfettamente architettati, si passa dall'intervista alla rappresentazione filmica molto ben fatta (con 3 attori per infanzia, gioventù e mezza età) senza disagio e gli attori dell'adulto mi sono piaciuti parecchio (infanzia senza voto, se ne vede pochissimo)

Nel Wiki leggerete molto, ma qualcosa che mi ha colpito particolarmente, che non conoscevo, lo vorrei segnare qui.

G.G. era una persona con una sensibilità per l'ambiente naturale e per la sua interazione con l'uomo particolarissima e nonostante la sua scelta di abbandonare la vita sociale per ritirarsi quasi da eremita nella sua casa in Canada non era misantropo, affatto, ma un qualcosa che nemmeno lui ha mai saputo spiegare né tantomeno voleva farlo, era un sua scelta. Anche la motivazione della ricerca della perfezione stilistica e tecnica non era plausibile. Prova ne è, tra le altre, il suo impegno in trasmissioni radiofoniche, da lui studiate e prodotte, che parlavano con grande umanità, proprio della gente comune.

Sapevo delle sue incredibili doti uditive, ma qui, in un momento emozionante di Cinema e Storia, lo vediamo come, dentro un ristorante popolare, di quelli da autostrada, lui riesce a udire distintamente discorsi provenienti da più tavoli, a coglierne sia il significato che la musicalità. Fenomeno della Natura? No, solo talento coltivato come meglio non si poteva, in particolare grazie alla madre che da bambino lo ha introdotto alla grande musica classica, Bach in particolare, con amore e senza imposizioni (non è stato vessato come Mozart dal padre, per capirsi).

La Musica per lui era il solo contatto col Divino, per il resto era un razionalista, ma la Musica era davvero presente in ogni cosa, tutto per lui fondamentalmente "suonava" come uno spartito. Nel programma radiofonico curava le parole e la loro espressione come se uscissero da uno strumento. Quando parlava, persino nelle interviste, spesso muoveva la mano quasi dirigesse un concerto. Stravagante? Certo non è comune, solo che in molti libri ho sentito parlare e non a sproposito del "ritmo musicale" applicato anche a fenomeni fisici o psichiatrici. Un ottimo esempio lo si trova in "Su una gamba sola", opera sconosciuta di Oliver Sachs (lui invece è famosissimo) dove lo stesso autore racconta una esperienza personale nella quale ha ripreso l'uso della gamba che gli era rimasta paralizzata cominciando a pensare al movimento del camminare come a un'armonia musicale (non è un miracolo, l'ho fatta breve: leggetevi il libro). Lo stesso concetto che grazie ad altri libri di Sachs ho imparato, la cosidetta Propriocezione, è una coscienza-consapevolezza di sé, del proprio corpo, rimandabile ad un'armonia che solo nella Musica trova paragone.
Questo aspetto è rappresentato in più di un episodio come meglio non si potrebbe, davvero emozionante.

Questa non è una recensione.
E' un personale Tributo al grandissimo Glenn Gould.
E' anche un ringraziamento al regista Girard e a tutti quelli che hanno contribuito a questo film.

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