martedì 15 dicembre 2009

Amanti criminali

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1999, François Ozon.

Che melange di temi! Ha attinto un po' da tutto e tutti qui Ozon, dalle fiabe, da altri film palesemente, messo insieme e agitato il tutto, operazione quasi tarantinesca ma meno furbesca, nulla viene enfatizzato. Gli avvenimenti con vari flashback sapientemente ordinati creano un corso degli eventi circolare fino a prima del finale, questa caratteristica l'ho trovata davvero originale.

Alice convince Lu, un suo ritorno di fiamma, ad uccidere Said. Operazione che risulta da subito troppo semplice così come l'omicidio ha connotati troppo sanguinari per essere pur ben motivato da Alice, e poi Lu lo compie con una ferocia inspiegabile, almeno all'inizio. Se Alice è la mente del fatto criminoso e di quanto ne dovrebbe seguire, è Lu ad essere il personaggio più protagonista (suo malgrado ma non del tutto) ed interessante, contraddittorio in una serie di comportamenti che non si spiegano con un semplice plagio: la sua omosessualità prima mascherata da impotenza viene poi tragicamente alla ribalta nel finale, col suo amore per l'orco.

Come detto, quello che mi è davvero piaciuto, che ho trovato spiazzante e molto originale, è il fatto che hai appunto la sensazione di vedere una favola per bambini, ma molto noir. Per una volta, uso le parole del regista che spiegano tutto molto bene: "Non è da leggersi in forma realistica - dice il regista -, mi hanno sempre detto che le fiabe aiutano l'inconscio, mi interessa il lato profondo della psicologia più che la cronaca. Volevo mescolare reale e onirico, parlare al subconscio con "Hansel e Gretel", la fiaba che calma l'angoscia dei piccoli. L'infanzia è un'età affascinante e destabilizzante con una violenza che in genere si esprime in modo metaforico ... Volevo fare un film istruttivo sulla violenza, non istigatore, nessuno alla fine può aver voglia di far fuori qualcuno e ciascuno può liberamente decidere della propria morale. Molti rimandi, da "Querelle" a "Gangster story" a "La morte corre sul fiume". E l'orco è un paradossale ruolo di redenzione, l'episodio di cannibalismo richiama Cristo, si mangia la propria vittima."

Ozon non nasconde nulla, è fin troppo esplicito. Nelle interviste come nei film. Bravo.
Assolutamente da vedere.

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