sabato 19 dicembre 2009

Otto donne e un mistero

7

2002, François Ozon.

Il teatro che si fa Cinema. E' un genere che mi piace molto.

Non c'è alcuna novità in questo film come impianto narrativo, nel senso che ha una struttura di giallo tutto in un interno collaudata, una di musical quasi da operetta anch'essa collaudata, una di commedia limitante quella degli equivoci collaudata. Non è un'offesa anzi è un complimento che faccio al polimorfico e poliedrico Ozon. Tra l'altro è un tipo di film con cui parecchi grandi registi si sono cimentati, e non posso non citare il mio amatissimo Altman in Gosford Park, visto prima di cominciare con questo blog o il mitico Invito a cena con delitto di Moore. (curioso, entrambi i registi citati sono miei omonimi, ma non c'entra, casualità).

Quello che mi piace sottolineare è la bravura delle attrici, cast di prim'ordine che potete ammirare nella locandina: Isabelle Huppert, non è una novità, spicca col suo personaggio dalla personalità decisamente più complessa delle altre. Come dice una persona che mi è cara, Ozon agli attori fa fare davvero di tutto, e non posso che confermare. Possiamo allietarci ad esempio di un bacio saffico tra la Ardant e la Deneuve che lascia basiti, ammirare la Huppert zitella acida e malaticcia che improvvisamente fa concorrenza a Marlene Dietrich, la Sagnier bambinella bruttina sembra incredibile a dirsi. E poi tutte cantano e ballano almeno una volta, e bene.

Un bel film, divertente ed accattivante. Un bravo bravissimo ancora per Ozon.

7 commenti:

  1. Solo la Deneuve non è riuscito a sciogliere nel balletto. E' l'unica legata.
    Ma forse era una citazione di Severine... :D

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  2. Ma quel bacio... anche la pudica Deneuve, sempre bella di giorno, ha fatto il suo sforzo.
    Severine?!? Was ist?

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  3. L'hai appena detto... :D
    E' la (f)rigida Severine di "Bella di giorno" di Buñuel. ;)

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  4. Davvero? Allora dobbiamo fare flic-floc! :)
    Orpo che memoria che hai, mi fai paura.
    Però è vero, la Deneuve (brava eh! e bella, non posso certo biasimare Mastroianni) è sempre molto algida, i ruoli che le danno almeno, ma se glie li danno ci sarà un perché.

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  5. Flic! :D
    Va beh, la cosa della citazione era una battuta e mi riferivo solo agli intermezzi ballerini... ;)

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  6. Sì, è vero l'impianto del giallo segue una costruzione scontata e prevedibile, ma quel che ti cattura sono proprio questi siparietti musicali inattesi (non sono una patita del genere, vedi che ti svelo un po' alla volta i miei limiti...) e la bravura eccezionale del cast femminile, in testa la Deneuve e la Huppert. Davvero Ozon trasforma i suoi attori e fa far loro quel che vuole, e non credo sia sempre facile con mostri sacri di questo calibro. Personalmente ho trovato delizioso l'impaccio della Deneuve, tanto naturale da sembrare voluto. Uffa, non tirarmi fuori Gosford Park, qui la storiella gialla era solo un pretesto. Il cinema francese è particolarissimo, secondo me, difficile accostarlo a quello americano, con le dovute eccezioni, naturalmente. Ma, a proposito di gialli, where is Hitchcock? Troppo banale e scontato, oppure troppo e basta?

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  7. Hitchcock mi piace (non tutto), solo che li ho visti prima di iniziare a fare il blog, solo per questo. C'è invece Wells ;-)
    Altman e Moore li ho citati per affinità di trama, certo, come dici, non sono film paragonabili.
    Ecco, impacciata, ci voleva la Prof per l'aggettivo giusto alla Deneuve in quella scena. :D

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