domenica 20 dicembre 2009

Il tempo che resta

0

2005, François Ozon.

Romain è un giovane fotografo. Un giorno sul set perde i sensi. Alla visita gli dicono che non hanno buone notizie. Teme l'AIDS, è omosessuale, invece è un cancro. Aspettativa: 3 mesi di vita.
Inizia un periodo di nervosismo, di voglia di mandare tutto all'aria, disfarsi di cose e persone compreso il compagno, rinuncia anche all'offerta di una donna (magnifica come sempre Valeria Bruni Tedeschi) di fare un figlio con lei perché il marito è sterile. Non dice nulla a nessuno tranne che alla amatissima nonna (bella partecipazione di Jeanne Moreau).
In prossimità della Fine avrà diversi pentimenti, una voglia di lasciare qualcosa prima della dipartita stimolata dalle molteplici visioni che ha di sé di quando era bambino, in episodi significativi. Il finale sarà uno svanire...

M'è piaciuto, non come altri di Ozon ma è un bel film.
Da vedere.

Il tema, non originalissimo, è sviluppato in modo interessante più che altro per il contesto e per la modalità non retorica, molto schietta. Non ha un gran ritmo, ma la ritengo una cosa voluta.

Si può non parlare di scene di sesso con Ozon? No, e quella tra Romain e Sasha, con tanto d'erezione e penetrazione mirata, mi è sembrata un tantinello eccessiva, e non c'entra che fosse scena omo o etero solo che ammicca al porno, ma de gustibus... Bellissima, molto più intrigante, trasgressiva e particolare quella a 3 fra Romain, la signora che vuole un figlio ed il marito della stessa che partecipa bisessualmente all'atto, e senza che si veda nemmeno l'ombra di penetrazione.

0 commenti:

Posta un commento